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“ Oggi il mercato è molto complesso, un designer come me deve saper tener sotto controllo diverse fasi. Dalla produzione alla ricezione da parte del cliente finale.

Il fatto che io possa vedere una linea diretta, un percorso lineare, tra questi due estremi, è la condizione fondamentale perché mi metta al lavoro su un progetto.”
Jumpei N.

Giabsarchivio: stile sartoriale in chiave contemporanea

Sin dal principio abbiamo chiesto al designer giapponese Jumpei Nakaarai di dare una spinta a livello di creazione, lavorando direttamente alla direzione del marchio. Con l’obiettivo di trovare un punto di equilibrio tra filati, performance produttive e costi. Senza mai rinunciare alla qualità, attraverso il merging tra fibre naturali e tessuti sintetici. Gli abbiamo messo a disposizione il know-how decennale di Giab’s, il valore aggiunto della produzione sartoriale toscana. Lo abbiamo fatto consapevoli che, nel mercato di oggi, il modello, la vestibilità e la particolarità dei tessuti sono i valori che contano per il cliente finale. 

La ricerca sui materiali

Nella produzione delle collezioni Giabsarchivio si parte dalla ricerca sui materiali. È Bruno Ballerini, che lavora in Giab’s da oltre quarant’anni e in tempi più recenti ne ha preso le redini, ad occuparsi personalmente della ricerca e della selezione dei materiali.
Per giacche o giubbotti partire dai materiali risulta un vantaggio, perché i tessuti a volte possono raccontare molto già di per sé. Per i pantaloni, mescolando fibre naturali (lana, cotone) e poliammide abbiamo ottenuto un tessuto stretch, che non ha bisogno del ferro da stiro. La stessa silhouette del Masaccio è strutturalmente connessa all’uso di tessuti particolari e ricercati come il Jersey, le tecno-lane, il filato cotone e poliammide o i tecno-lini. 
In particolare è il Jersey che si è rivelata una scelta vincente. Fa parte della nostra filosofia legata alla leggerezza: d’estate abbiamo una versione del Masaccio ultra leggera (pesa circa circa 200 grammi), l’inverno riusciamo a garantire protezione termica andando ad utilizzare grammature leggere per le nostre collezioni.
Questi tessuti più innovativi, in Giappone sono stati accolti benissimo fin da subito, negli altri mercati hanno impiegato più tempo per farsi accettare, ma crediamo che oggi sia giunto il loro momento.

Uno sguardo al futuro

Per rispettare 70 anni di storia toscana del marchio Giab’s, ci stiamo impegnando a ridurre la dispersione e rafforzare ulteriormente la produzione interna, investendo soprattutto sui giovani artigiani. Il cambio generazionale, per una produzione artigianale come la nostra, è un tema molto importante. Vogliamo fare tutto qui, siamo legati profondamente all’Italia. Vogliamo essere sul territorio e capire bene cosa vuole il cliente finale, non unicamente mettere in vendita dei prodotti per il mero valore economico. In Giappone, grazie ai nostri collaboratori e alla nostra rete commerciale, riusciamo a declinare al meglio la nostra offerta.
In Europa siamo forti in diversi paesi come la Germania, stiamo sviluppando legami con Hong Kong e pensiamo che l’India sia un partner interessante: abbiamo già cominciato a vendere e vogliamo aumentare il nostro raggio d’azione. 

Nel naming dei nostri prodotti abbiamo voluto rafforzare il nostro legame con il territorio in cui siamo nati. Masaccio, Tintoretto, Strozzi sono nomi che ci legano al Rinascimento fiorentino, alla gloriosa storia di Firenze che è parte di noi. All’estero, questo dettaglio è percepito come importante elemento di valore tangibile.

“Ogni capo Giabsarchivio ha un’etichetta che riporta la dicitura ‘Cucito in Firenze’. Si tratta di un vero e proprio sigillo a garanzia di una lavorazione sartoriale di alta qualità. Ci impegniamo ad assumere giovani sarti, affiancandoli alle figure di maggiore esperienza: in questo modo riusciamo a formare la migliore manodopera locale per affrontare le sfide dei mercati internazionali”
Bruno Ballerini